Nelle giornate di 22 e 23 marzo 2026 gli italiani saranno chiamati alle urne per esprimersi su un referendum costituzionale sulla giustizia, relativo a una riforma già approvata dal Parlamento ma non ancora entrata in vigore.
Si tratta di un voto importante perché riguarda modifiche alla Costituzione e all’organizzazione della magistratura italiana.

Che tipo di referendum è
A differenza di quanto spesso si pensa, non è un referendum abrogativo ma un referendum costituzionale confermativo, previsto dall’articolo 138 della Costituzione italiana.
👉 In questo caso i cittadini devono decidere se confermare o respingere una legge costituzionale già approvata dal Parlamento.
- SÌ → la riforma entra in vigore
- NO → la riforma viene bocciata e resta tutto com’è
📌 Non è previsto quorum: il risultato è valido indipendentemente dall’affluenza.
Cosa prevede la riforma della giustizia
Il cuore del referendum è la cosiddetta riforma dell’ordinamento giudiziario (nota come “riforma Nordio”), che introduce cambiamenti importanti.
Tra i punti principali:
⚖️ Separazione delle carriere
- Giudici e pubblici ministeri seguirebbero percorsi professionali distinti
- Non sarebbe più possibile passare da una funzione all’altra durante la carriera
🏛️ Riforma del CSM
- Il Consiglio Superiore della Magistratura verrebbe diviso in due organi distinti
- uno per i giudici
- uno per i pubblici ministeri
🎲 Sistema di selezione
- Alcuni membri degli organi di autogoverno sarebbero scelti tramite sorteggio, per ridurre il peso delle correnti interne
⚖️ Corte disciplinare
- Verrebbe istituita una nuova Corte disciplinare per giudicare i magistrati
Perché si vota
La riforma è stata approvata dal Parlamento nel 2025, ma non ha raggiunto la maggioranza qualificata dei due terzi, necessaria per evitare il referendum.
Per questo motivo, la decisione finale spetta direttamente ai cittadini.
Il significato del voto
Il referendum non riguarda singole norme, ma l’intero impianto della riforma.
- Con il SÌ si approva un cambiamento strutturale della magistratura
- Con il NO si mantiene l’attuale sistema
Il tema è particolarmente rilevante perché tocca l’equilibrio tra i poteri dello Stato e il funzionamento della giustizia.
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