Caro carburanti, il Governo prepara il decreto: taglio delle accise per frenare i prez

ROMA – Il Governo è al lavoro su un nuovo decreto per contrastare l’impennata dei prezzi di benzina e gasolio, aumentati nelle ultime settimane anche a causa delle tensioni internazionali e della crisi energetica globale.

L’obiettivo principale del provvedimento è quello di alleggerire il costo del carburante per cittadini e imprese, attraverso l’attivazione del meccanismo delle cosiddette “accise mobili”.

Come funziona il decreto

Il cuore della misura è semplice: quando il prezzo dei carburanti sale, aumenta anche il gettito dell’IVA incassato dallo Stato. Il decreto prevede di utilizzare parte di queste entrate extra per ridurre temporaneamente le accise su benzina e diesel, abbassando così il prezzo finale alla pompa. 

In particolare:

  • se i prezzi superano una certa soglia rispetto alla media precedente,

  • il Governo può intervenire con un taglio automatico delle accise,

  • finanziato proprio dall’aumento delle entrate fiscali legate al rincaro dei carburanti. 

Secondo le prime stime, la riduzione potrebbe essere limitata a pochi centesimi al litro, ma rappresenterebbe comunque un primo intervento immediato per contenere la spesa degli automobilisti. 

Perché si interviene ora

Negli ultimi giorni i prezzi hanno raggiunto livelli molto elevati:

  • benzina oltre 1,8 euro al litro,

  • diesel vicino o superiore ai 2 euro al litro, con punte anche di 2,5–2,6 euro in autostrada. 

Alla base dei rincari ci sono fattori geopolitici, in particolare le tensioni in Medio Oriente, che hanno fatto aumentare il prezzo del petrolio e ridotto i flussi commerciali. 

Le altre misure allo studio

Oltre al taglio delle accise, il Governo sta valutando:

  • controlli contro le speculazioni sui prezzi,

  • interventi mirati per categorie più colpite, come autotrasportatori e imprese,

  • eventuali ulteriori misure fiscali se i prezzi dovessero continuare a salire. 

Tuttavia, il provvedimento non è ancora definitivo e resta da chiarire quando entrerà in vigore e quale sarà l’effettivo impatto sui prezzi.

Il contesto: accise e riforma 2026

Il decreto si inserisce in un quadro già modificato dalla manovra 2026, che ha rimodulato le accise sui carburanti, riducendo quelle sulla benzina e aumentando quelle sul gasolio per uniformarle. 

In Italia, infatti, le tasse rappresentano una parte rilevante del prezzo finale: oltre il 60% del costo alla pompa è composto da accise e IVA, rendendo ogni intervento fiscale determinante per il prezzo pagato dai consumatori. 

La differenza chimica tra gasolio e benzina - Menoncin Trasporti

Le prospettive

Il decreto potrebbe rappresentare un primo passo per contenere il caro carburanti, ma secondo analisti e associazioni dei consumatori non sarà sufficiente da solo a fermare i rincari, soprattutto se la crisi internazionale dovesse proseguire.

Nel frattempo, milioni di automobilisti italiani restano in attesa di misure concrete che possano ridurre stabilmente il costo del pieno, sempre più pesante per famiglie e imprese.

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